VARESE
L’amaro con un tocco di dolcezza.
Amaro Rubino
Matteo ha sempre avuto la passione per la liquoristica: per anni ha creato mix da condividere con gli amici. Dopo aver esplorato boschi, incontrato contadini e raccoglitori di erbe e aver tentato diverse sperimentazioni, nel 2020 crea il suo prodotto, non più amatoriale.
Mai nome fu più semplice da attribuire, perché Rubino è il cognome di Matteo, ma anche la tonalità di colore che acquisisce l’amaro con il passare del tempo.
Le botaniche provengono da piccoli coltivatori, che lavorano con agricoltura ecologica, tra i laghi e le Prealpi Lombarde e Piemontesi, il miele è locale e la liquirizia calabrese, piccolo omaggio alla terra delle sue origini. L’impegno è rivolto a una produzione sostenibile, dove la filiera corta della materia prima va di pari passo con la riduzione dell’impatto dei processi produttivi e di packaging, fatto di materiali riciclati e di riutilizzo.
Gli ingredienti sono venti: tra tutti spicca la camomilla autoctona coltivata a prato, poi il fiore di sambuco e altre erbe tipiche delle Prealpi, come l’issopo di montagna, il timo, l’alloro, la salvia, la genziana, il tarassaco e un pizzico di liquirizia.
Un equilibrio tra freschezza, struttura e una delicata dolcezza.