PIANURA SETTENTRIONALE, Barabás

L'extraterrestre dall'est ungherese.

Annamária Réka Koncz

Annamária Réka Koncz, fin da bambina, ha sempre dimostrato una fervida immaginazione, una curiosità smodata e un incredibile amore per la natura e per gli UFO. Quando da piccola le chiedevano che cosa avrebbe voluto fare da grande le risposte erano le più disparate: ornitologo, biologo o guardiano della foresta, ma mai niente che avesse a che fare con il vino. L'argomento si affacciò per la prima volta alle scuole medie, quando, durante un compito in classe con il titolo "Che cosa ti piacerebbe essere?" lei scrisse: "Un'uva per fare un buon vino!" Mai frase fu più profetica.

Originaria di Vásárosnamény, paesino nell'estremo oriente ungherese al confine con l'Ucraina, il suo sogno è sempre stato quello di vivere in perfetta simbiosi con la natura. Per realizzarlo, intraprende studi di Ingegneria Orticola all'Università di Debrecen e un master in Microbiologia con indirizzo agricolo a Copenhagen. Proprio nella capitale danese conosce il vino artigianale lavorando nella storica enoteca Terroiristen; il coinvolgimento è tale da farle capire che la viticoltura può essere la traduzione pratica dei suoi studi. Inizia così un periodo di stage in diverse aziende vitivinicole in Slovenia, Francia e Italia, per tornare poi con la consapevolezza che il luogo in cui è cresciuta ha qualcosa di speciale.

Nel 2015 acquista 3 ettari di vecchi vigneti a Barabás, nel nord-est dell'Ungheria, vigne di età compresa tra i quaranta e i cento anni su terreno vulcanico ricco di silice, perlite, riolite e tufo, con uno strato superficiale di loess argilloso. È l'unica produttrice commerciale in una regione un tempo altamente considerata ma ora completamente dimenticata. Il clima e i suoli sono simili al vicino Tokaj, ma il terroir è unico: le rocce vulcaniche garantiscono alta ritenzione idrica e capacità drenante, rendendo acqua e sostanze minerali disponibili anche nei mesi di siccità. Grazie a un'agricoltura rispettosa, la fauna microbica è molto sviluppata.

Le varietà coltivate sono quelle tipiche ungheresi: Furmint, Hárslevelű, Királyleányka (Regina Fanciulla), Rhine Riesling e Yellow Muscat. Dal 2016 produce vini di grande energia e precisione. In vigna pratica biologico e biodinamica rigenerativa. In cantina vinificazione naturale: vendemmia manuale, fermentazioni spontanee con lieviti indigeni in contenitori chiusi, macerazioni anche per i bianchi, affinamento in fibra di vetro, anfore di terracotta Clayver e fermentatori Apollo Flextank Egg. Nessuna chiarifica, nessuna filtrazione, solforosa solo se strettamente necessaria in dosi omeopatiche.

La gamma comprende etichette che raccontano storie: Disorder (Furmint disordinato), Danczka (dedicato al porto di Danzica), Ora, Eastern Accents, più blend e monovarietali. Ogni etichetta riflette la sua passione per gli UFO – date un'occhiata alle illustrazioni! Vini schietti, energici, frutto di mani sapienti e di un terroir vulcanico unico. Pienezza e morbidezza con spina dorsale salina e minerale. La produzione è molto ridotta perché molte vigne vecchie sono morte durante l'era sovietica a causa dello sfruttamento eccessivo. Metà della superficie è ancora in fase di sostituzione.

Annamária, insieme al marito Sven, sta riportando vita e dignità a una regione vinicola dimenticata. Un'extraterrestre nel senso migliore del termine: fuori dagli schemi, visionaria, innamorata della natura e capace di trasformare un sogno d'infanzia in realtà.