ALSAZIA, Dorlisheim

Visionario d’Alsazia.

Christophe Lindenlaub

La famiglia Lindenlaub gestisce vigneti a Dorlisheim, nel nord dell'Alsazia, dal 1759. La viticoltura risale a due secoli fa – prima l'attività era policolturale – e oggi Christophe, che ha preso il testimone dal padre Jacques, custodisce un domaine di circa 12 ettari sulle colline di Dorlisheim e Mutzig.

Dopo il diploma alla scuola enologica di Rouffach e uno stage al Domaine Kientzler a Ribeauvillé, Christophe torna in azienda nel 1999. Da autentico visionario e precursore, nel 2009 intraprende il percorso di conversione a biologico di tutti i vigneti, mosso dal desiderio di preservare il territorio alsaziano e produrre vini che ne esprimano le caratteristiche uniche in modo autentico ma personale. L'ottenimento della certificazione AB nel 2012 rappresenta solo il primo passo di una sfida: produrre vini di alta qualità nel massimo rispetto della natura e dell'ambiente.

I vigneti sono distribuiti principalmente sui lieu-dits di Husaren, Stierkopf e Rangenberg. I terreni sono argillo-calcarei su substrato di arenaria (grès), suoli che regalano ai vini profondità minerale e ampia aromaticità. Le sette varietà classiche alsaziane sono tutte presenti: Riesling, Gewurztraminer, Muscat, Sylvaner, Auxerrois, Pinot Gris e Pinot Noir.

In cantina Christophe privilegia l'acciaio per preservare l'espressione fresca e fruttata dei vini. Fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, nessun prodotto enologico. Gli stili di vinificazione sono vari: crémant, pétillant naturel, macerazioni, vini dolci e ossidativi, e i classici bianchi e rossi. Tutti i vini sono senza solforosa aggiunta, completamente secchi per evitare rifermentazioni in bottiglia.

Christophe è stato tra i primi produttori della regione a dedicarsi ai vini naturali, dando vita alla gamma Ensō – sei cuvée monocépage nature. Ensō è un simbolo della calligrafia giapponese, un cerchio che richiama la calma e la meditazione. "Cercando uno sviluppo personale, ho voluto dare ai miei vini un supplemento d’anima," racconta. "Quel piccolo qualcosa in più che differenzia un buon vino da un grande vino."

Circa 70.000 bottiglie l'anno. Vini vibranti, sapidi e stabili, tutti affinati in acciaio per mantenerne la freschezza. Vini che invitano a sospendere il tempo e a riscoprire la natura. Un ritorno alle origini che chiede apertura mentale e stato meditativo.