CASTELLI DI JESI, Cupramontana, Ancona
Quando il sogno di bambina diventa vigna.
Di Giulia
"A sei anni mio padre mi chiese cosa volessi fare da grande. Risposi che avrei fatto la scrittrice. Lui rise dicendo che non avrei guadagnato nulla. Allora dissi che avrei scritto la sera mentre di giorno avrei fatto la contadina." Giulia racconta così il momento in cui ha piantato un seme che avrebbe impiegato vent'anni per germogliare. I suoi genitori hanno nutrito con pazienza quel sogno che sembrava provenire da un mondo antico, estraneo alla famiglia da generazioni legata alla vita urbana.
Dopo studi in filosofia e anni di viaggi attraverso le campagne italiane, a ventisei anni Giulia incontra Cupramontana. Un ettaro vitato incastonato nell'argento degli olivi, esposto a est. Era una mattina fitta di nebbia quando vede per la prima volta la vigna. "Mi osservava come una silenziosa sinfonia di ballerine aggraziate. È stato il mio primo grande amore, prima ancora che la mia capacità di amare acquisisse forma umana."
Quindici anni dopo, quella vigna continua a essere il centro di tutto. Cresciute insieme, sfalcio dopo sfalcio, potatura dopo potatura, su terreni argillosi a 450 metri di altitudine – argille che in tempi antichi erano mare. Per questo i vini sono sapidi, slanciati, raccontano la profondità delle radici a caccia del minerale e l'antico richiamo del mare.
In vigna agricoltura biologica. In cantina nessun lievito selezionato, nessuna chiarifica, nessuna filtrazione. Dalla prima vendemmia del 2012 sono nati sette vini: Il Gentile (Verdicchio snello e salato), il Grottesco (nato per caso, divenuto elegante macerato), Rebecca (rosato di Montepulciano dedicato alla nipote), Benedetto (blend di Montepulciano, Sangiovese e Cabernet dedicato all'amico filosofo che per primo ha creduto al suo sogno), lo Scompiglio (ancestrale dedicato alla nipote Greta), Gioiamia (metodo classico), e Bellamore (spumante rosato dedicato all'amore con Cinzia, la donna che ha sposato).
"I miei vini sono i miei fratelli e i miei maestri, figli come me della vigna che tanto amo," spiega Giulia. "Per me agricoltura è un atto d'amore, un gesto di fede rinnovato ogni giorno." Vini che sono creature viventi, sintesi di terra, sole e radici. Il sogno di una bambina che diventa realtà, un sorso alla volta.
