Mas Goma

PENEDÈS, Font-rubí

Tornare al passato per costruire il futuro.

Mas Gomà

Una cantina del 1724 e la chiesa romanica di Sant Valentí, costruita nel 1135. Questa la cartolina di Mas Gomà, cantina che da cinque generazioni abita il territorio di Les Cabanyes, nel cuore del Penedès. Una zona storica della viticoltura catalana racchiusa fra le montagne e il mare, a circa 50 chilometri da Barcellona.

La storia comincia con il nonno Joan che morì giovane consegnando il destino della tenuta allo zio Pere. Oggi la conduzione è nelle mani della quinta generazione: Joan Vendrell, che si occupa della parte commerciale, e suo padre Joan Manel Vendrell, che ha alle spalle trent'anni di esperienza nella vinificazione. Nel 2009 decidono di rivoluzionare la tradizione: recuperare i metodi dei nonni per costruire un futuro migliore. "Creiamo vini vivi, come facevano i nostri nonni Joan e Maria qualche decennio fa," raccontano. "Torniamo al passato per costruire il futuro."

Ventidue ettari su terreni principalmente calcarei e argillosi. Le vigne vecchie di oltre sessant'anni garantiscono rese basse e uve di eccellente qualità. Le varietà coltivate sono quelle autoctone della zona: tantissimo Xarel·lo e Maccabeu, poca Parellada e un po' di Grenache Noir. Negli ultimi anni sono state recuperate diverse varietà autoctone quasi scomparse. Dopo molti anni di lavoro biologico è iniziata l'agricoltura biodinamica con preparati di cornoletame, cornosilice ed estratti di ortica.

In cantina la filosofia è chiara: massima espressione dell'uva con minimo intervento, senza trucchi, senza solfiti. Fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, nessuna filtrazione. Le importanti escursioni termiche e la viticoltura ecologica contribuiscono alla creazione di vini di grande freschezza e longevità. La produzione è incentrata sul metodo classico in diverse interpretazioni in base alla permanenza sui lieviti: La Planta affina 24 mesi, altre etichette arrivano fino a 90 mesi.

Vini che restituiscono quel gusto e quel temperamento catalano in parte dimenticato. Un approccio che riduce le pratiche enologiche al limite, lasciando sempre l'uva in primo piano nella sua purezza ed espressività. Vini vivi che raccontano una storia secolare.