CHIANTI COLLI SENESI, Montepulciano, Siena
Quando il tufo diventa cantina.
Podere della Bruciata
Sono gli anni Cinquanta quando Ermete acquista un piccolo appezzamento a Sant'Albino, frazione di Montepulciano. Scava la cantina nel tufo con le sue mani – letteralmente, a piccone e pala – e tramanda la sua passione viscerale per la campagna alle generazioni successive. Oggi, tre generazioni dopo, il podere è gestito da Andrea Rossi insieme alla moglie Elisa e al padre Ermanno.
Produrre vino, così come bere e mangiare, sono considerati rituali sacri: tutto è improntato sull'autoproduzione e sulla sostenibilità. Dal 2016 l'azienda è certificata biologica e biodinamica. La superficie vitata è divisa in due vigneti: uno a Chiusi in Valdichiana con Sangiovese, Colorino, Canaiolo e Pugnitello su terreni sabbiosi; l'altro a Sant'Albino di Montepulciano – la vigna più alta di Montepulciano a circa 600 metri – con Prugnolo Gentile e Petit Verdot, circondato da boschi su terreni argillo-calcarei.
In vigna sono banditi elementi chimici o diserbanti. In cantina lavorazioni manuali, fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, macerazioni lunghe, nessun prodotto di sintesi, nessuna filtrazione. Botti grandi di rovere con tostatura leggera, perché il legno dovrebbe "esaltare" e non "alterare".
Circa 25.000 bottiglie all'anno: Chianti Colli Senesi, Rosso di Montepulciano, Nobile di Montepulciano – tra cui il Cesiro, Sangiovese in purezza –, un rosato IGT chiamato Usta e un bianco IGT. Completano la produzione olio, grappa riserva, vermouth rosso e confetture.
Se il vino rispecchia il carattere del vignaiolo, quelli di Podere della Bruciata possono definirsi "un toscano alla Francesco Nuti": ruvido, semplice e schietto. La tradizione contadina toscana proiettata nel futuro, un sorso alla volta.
