PIANA ROTALIANA, Mezzolombardo, Trento

Un solo vitigno, mille sfaccettature ed emozioni.

Redondèl

Sono tanti i motivi per cui Paolo ci racconta di essere diventato vignaiolo, ma noi abbiamo scelto questo: “Faccio vino perché a parlare si fa presto… ma io preferisco tacere e far parlare lui, da sempre unico responsabile di una loquace sincerità”. Questa frase trasuda tutta la modestia con cui Paolo, insieme a Mara (e qui vogliamo sceglierne un altro di motivo: “faccio vino perché Mara – mia compagna e sposa – crede in me”), si è dedicato alla coltivazione e divulgazione del Teroldego. Siamo nel cuore della Piana Rotaliana, pianura alluvionale fra il fiume Adige e il Torrente Noce, dalla curiosa forma di triangolo isoscele racchiuso fra le sponde dei due fiumi e definita “il giardino delle viti” da Goethe. Mezzolombardo è il paese più importante, a destra del fiume; a sinistra Mezzocorona e sparse qua e là per la campagna qualche gruppo di case e masi.

Il terreno, essendo di origine alluvionale, si compone di strati differenti fatti di ciottoli, ghiaia, sabbia, terra fine e, per questo, ogni appezzamento di Redondèl è vinificato separatamente.

3 ettari di vigne che vanno dai venticinque agli ottant’anni, come tre sono le T che caratterizzano il Teroldego in tutte le sue espressioni: la terra, intesa come madre natura; la tradizione, nell’utilizzo di botti grandi in rovere e castagno; il tempo, prezioso per la trasformazione del vino.