CHIANTI COLLI SENESI, Montalcino, Siena
Il nirvana biodinamico di Montalcino.
San Polino
Nel 1979 Luigi Fabbro, friulano pacifista in fuga dalla leva militare, incontra Katia Nussbaum a Kathmandu. Lei è londinese di origini rumene, studia antropologia sociale. Si innamorano. Luigi lavora in Danimarca, studia informatica, impara l'agricoltura. Viaggia molto, partecipa a un progetto di mappatura della biodiversità nella foresta amazzonica. Nel 1984 l'amnistia gli permette di tornare in Italia. Scelgono la Toscana.
Nel 1990 arrivano a Montalcino. Luigi lavora come operaio agricolo in diverse cantine, Katia insegna inglese. Nel 1991 riescono ad acquistare il podere di San Polino – proprietà documentata fin dal 1581 – completamente abbandonato. Nel 1998 piantano le prime vigne seguendo rigorosamente i criteri della biodinamica. San Polino diventa la prima azienda biologica certificata di Montalcino. La prima vendemmia di Brunello è la 2001.
Oggi l'azienda conta nove ettari di vigneto – quattro nella vigna storica a 450 metri, cinque in affitto a 300 metri – più venti ettari di bosco e macchia mediterranea. I terreni sono ricchi di argille, marne e scheletro, con forte pendenza, esposizione sud e ventilazione costante dall'Amiata.
Luigi e Katia credono che l'equilibrio del vino rifletta l'equilibrio degli ecosistemi. Per questo in vigna intervengono il meno possibile. Dal 2005 non usano più zolfo contro l'oidio, sostituendolo con preparati microbiologici. In cantina fermentazioni spontanee in tini di rovere di Slavonia e acciaio, nessun additivo, solo minime dosi di solforosa.
Tre etichette: Rosso di Montalcino, Brunello di Montalcino e Brunello di Montalcino Helichrysum. Vini descritti da James Suckling come dotati di "un'incredibile chiarezza e purezza di frutto senza paragoni nella regione". Il loro figlio Daniel, biologo, collabora portando avanti questa visione in cui scienza e natura sono in profonda simbiosi.
