SAN GIMIGNANO, Siena
La vernaccia tradizional - rivoluzionaria.
Simona Orsini
Podere la Castellaccia prende il nome da un'antica fortezza costruita nel IX secolo, più volte distrutta e ricostruita. Sulle sue rovine è stato concepito l'attuale complesso – un casale e un fienile – immerso nelle colline di San Gimignano. Qui i coniugi Alessandro Tofanari e Simona Orsini hanno realizzato il loro sogno: vivere in una fattoria biologica, coltivare la terra, allevare cavalli e produrre vino.
Cinquantaquattro ettari totali, di cui otto vitati, il resto destinato a cereali, alberi da frutto e uliveti. Ma soprattutto, una totale dedizione alla Vernaccia di San Gimignano, vitigno di non facile gestione che richiede pazienza e attesa nel suo schiudersi completamente al mondo, ma capace di regalare inaspettate bevute in tutta la sua versatilità. Il territorio è straordinario non solo per la bellezza di uno dei borghi più belli d'Italia, ma anche per un suolo a base calcarea e sabbiosa con un'altissima densità di enormi e antiche conchiglie fossili – testimoni di quando qui c'era il mare – a 250 metri sul livello del mare.
Alessandro e Simona credono profondamente nella Vernaccia e la propongono in diverse versioni: una su tutte Il Torbo – quattro mesi di macerazione – definito da Andrea Scanzi "uno dei macerati italiani che amo di più".
Dal 2011 l'azienda è certificata biologica. In vigna nessun prodotto chimico. In cantina fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, nessuna fretta, nessun compromesso. L'azzardo di macerare la Vernaccia così a lungo è ripagato da vini che hanno carattere, grinta, spigoli.
Le etichette colorate e vivaci sono state realizzate da Vita di Benedetto, pittrice senese e prima donna ad aver dipinto il drappellone per il Palio di Siena. La tradizione contadina toscana che incontra la rivoluzione gentile di chi ha il coraggio di osare.
