ETNA, Milo, Catania
L’Etna come non è mai stato visto né assaggiato.
Tre.mi.la.
Se Gloria fosse la protagonista di un film, il titolo sarebbe: “Alla ricerca del DNA perduto”. L’Indiana Jones dell’Etna non avrebbe potuto abitare in altro posto nel mondo: guida escursionistica del vulcano e ora vignaiola, è lei stessa un vulcano non solo di idee, ma anche di fatti.
Il suo legame viscerale con il territorio e con il vino, e la sua visione filosofico-intellettuale della terra aggiungiamo noi, la spingono a creare una cantina che sta diventando sempre più un progetto. L’Etna è un territorio circolare dove la DOC è una sorta di C al contrario. La parte che manca per chiudere il cerchio – da Adrano a Bronte – fu esclusa dalla denominazione. La sua ultima sfida è stata l’acquisto di una vigna proprio in questa zona, ad Adrano, dove il DNA etneo è ancora più autentico per la presenza di varietà che sono reliquie iconiche come Pannofino e Bianchetta, di frutta autoctona come la mela Gelato Cola e la pera Spinella e di quei terrazzamenti così ripidi raggiungibili solo con una liana (N.d.A.)!
La recente storia di Tre.Mi.La. inizia nel 2020, nella casa del nonno di Gloria temporaneamente adibita a cantina. Il nome è sia un richiamo all’altezza del vulcano sia l’acronimo dei tre paesi dove si trovano le vigne: Tre Castagni, sul versante sud e quindi più vicino al mare e a Catania, con la vigna più vecchia e più piccola e quella più nuova sulla sponda di un cratere; Milo, dove si producono il bianco e il rosato; Lavinaio, zona dove un tempo era tutta vite poi estirpata dai più, perché il business degli agrumi era maggiormente redditizio.
Proprio qui giace un antico palmento che Gloria vorrebbe ripristinare e trasformare in cantina.